Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

Questo blog si è trasferito su diariotraduttore.com!!

mercoledì 29 giugno 2005

Traduzione, paradosso della trasparenza

Quest'oggi me ne stavo tutto tranquillo a lavoro (finalmente un giorno di pace senza corse dell'ultimo minuto... almeno per la mattinata) quando, girando per il web alla ricerca di uno spunto interessante per il post di oggi (ricordate il mio post sui "voli pindarici"?), mi sono imbattuto in questa pagina che mi ha davvero incuriosito.
Trattasi del tema di un meeting organizzato un paio di anni fa dall'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Napoli. Ciò che mi ha attirato in prima analisi è stato il titolo, ovvero "La traduzione: il paradosso della trasparenza". Essendo io un po' malato in materia (che vi devo dire... è una passione che non svanisce col tempo), non potevo desimermi dal fermare i miei occhi su quelle parole.
Ecco un piccolo estratto di quanto si può trovare nella pagina linkata sopra:

La trasparenza [...] si configura come una norma ISO e costituisce uno dei parametri di valutazione della qualità della traduzione specialistica. [...] La lingua filtra il mondo e la traduzione mette in atto un doppio filtro linguistico e culturale. La traduzione dunque in quanto ponte tra due lingue e due culture è un passaggio interpretativo.

Università degli Studi di Napoli 'L'Orientale'

La trasparenza può allora diventare un canone interpretativo, ma anche presentarsi come paradosso, se si considera la non neutralità della lingua e della cultura. [...] - La traduzione: il paradosso della trasparenza

Gli spunti che si possono trarre da questo spaccato (peccato non saperne di più sul resto) non sono certo pochi, anzi!
Vedere una traduzione come un passaggio che deve cercare di essere il più possibile "trasparente", al di là di quelle che sono le differenze che distinguono ciascun linguaggio, rende davvero l'idea di quale dovrebbe essere lo scopo ultimo di un lavoro di questo tipo. Oltretutto, se ci si fa' caso, questa definizione di trasparenza non si allontana poi molto da quella data da Foscolo all'atto stesso della traduzione (per chi non sapesse di cosa sto parlando, leggete questo post), da lui definita come qualcosa che possa mantenere intatte passioni ed emozioni. Non è anche questa una forma di trasparenza che si eleva al di sopra di ogni diversità linguistica e culturale?
Insomma, un altro motivo per cercare di capire meglio cosa facciamo all'interno del nostro gruppo. La mia ricerca non è comunque finita, e chissà quali altre riflessioni vedranno la luce in questo blog.
Interessante? Non so per voi coraggiosi che vi siete avventurati in queste lande desolate, ma visto che questo è un blog, perché no?

Etichette: