Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

Questo blog si è trasferito su diariotraduttore.com!!

martedì 13 marzo 2007

Quad style

Dopo minimoto, kart, e quant'altro, io e alcuni miei amici non potevamo farci sfuggire una nuova possibilità... i quad!
La nuova "disavventura" si è svolta a Recetto (in provincia di Novara), in una pista di recente costruzione (qui maggiori informazioni) e naturalmente non potevo esimermi da postare anche queste gesta sul mio blog. :-)

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domenica 26 novembre 2006

Poteva essere un'immersione normale?

Avviso ai lettori: questa non è un post normale... dopo una giornata così non avrebbe potuto esserla. Mi prenderò quindi varie "licenze poetiche". Cercate di capirmi, e se ce la fate (e avete voglia) leggetene una parte.

Avete presente quelle persone che comunque provino ad impegnarsi, non hanno possibilità di non cacciarsi nei guai? Quelle persone che comunque giri la sorte, loro saranno sempre dal lato sbagliato?
Bene, avete il ritratto dei miei compagni di immersione di oggi, tranne il buon O. (non faccio nomi, quindi userò le iniziali) che invece, zitto zitto, si è fatto un'onesta immersione interrotta solo dal caos che oggi ha invaso anche le tranquille (ma poi nemmeno tanto) acque di Framura.
Come novelli Ulisse, la nostra odissea è iniziata davanti a casa di S., un nome che da solo vale un'esistenza che definire "originale" è fare un delitto all'originalita' in quanto tale: dopo una sveglia un po' improponibile (contando l'ora a cui siamo andati a dormire) arriviamo piuttosto puntuali davanti alla casa di questo strano individuo, scoprendo che avremmo anche potuto svegliarci una mezz'ora dopo (e lì mezz'ora poteva essere vitale) causa ritardo dei due biellesi subacquei.
Infine, anche A. e R. (li chiamerò così) arrivano, carichiamo l'improponibile quantità di equipaggiamento sul mezzo di S. e cerchiamo di partire alla volta della Liguria, intenzionati a non fare un'immersione in ore tarde. Ma potevano i nostri eroi riuscire ad arrivare a destinazione per un'ora decente? Suvvia... la domanda è sciocca da porsi, no?
Le pause sono state varie: una pausa per il caffè (indispensabile, questa) con annessa sigaretta, una pausa perché qualcuno si è accorto in viaggio di aver esaurito le batterie del facciale (una maschera che copre tutto il volto e contiene una radio per poter comunicare anche sott'acqua), una pausa subito dopo quella di prima perché ci si rende conto che il carburante sta per esaurisi nella vettura lasciando per strada il nostro quintetto e, infine, una pausa perché a qualcuno scappa ma se ne accorge solo tra un'area di sosta e un'altra (ci si ferma quindi, ovviamente, in corsia d'emergenza). Un gruppo "furbo" avrebbe cercato di ottimizzare le fermate, magari andando al bagno, facendo rifornimento e cercando la batteria in una sosta sola... ma dai... è ovvio che non è il nostro caso. Non avete ancora capito che tipo di personaggi sono i nostri?
Insomma, dopo varie pause, riusciamo ad arrivare, e ci rendiamo conto che forse forse avremmo fatto un po' tardi per riuscire anche ad andare a mangiare in un ristorante dopo l'immersione... dato che queste prima dell'una non saremmo riusciti ad iniziarla (ma non ci eravamo trovati da S. alle 7:30? sì... vabbè). Ma ora non pensiamo a questo, vogliamo solo immergerci.
Scarichiamo quindi tutta l'attrezzatura, prepariamo le nostre cose (separati, qualcuno si prepara vicino al porticciolo da cui partiremo, qualcuno dalla macchina) e ci avviamo alle fredde acque di Framura (fortuna che almeno la temperatura dell'aria è alta, si sta bene in maglietta a manica corta).
Qui vi sembrerà strano, ma l'ingresso in acqua è stato abbastanza normale, senza troppi intoppi (sì, va bene, il nostro R. ha già qualche problema al facciale, senza contare che ha rischiato di mandare in corto la batteria che aveva comprato precedentemente all'autogrill, ma su cose così possiamo soprassedere, tutto sommato). Si parte!
Ma che partenza, però: l'acqua è torbida e fredda al punto giusto... sopportabile, ma ugualmente dopo oltre un'ora passata, mi fa stabilire un nuovo significato della parola "freddo". Ma torniamo all'inizio...
Subito si vede che A. e R. hanno alcuni problemi ai facciali, pare che oggi non gliene vada bene una (solo oggi?): A. risolve presto (intorno ai 10 metri), R. non altrettanto, e continua a lamentare problemi. Con uno sguardo a lui e a S., che come al suo solito sott'acqua si fa i cavoli suoi dimenticandosi che il suo compagno d'immersione è R. (insomma, come da prassi... almeno per lui) cerchiamo di proseguire... finché...
No, ma scusate, pensavate che tutto sarebbe andato per il verso giusto? Sì, beh, in fondo è sin dall'inizio che sto dicendo che qualcosa sarebbe andato male... forse l'avevate già capito! :-)
Bene, in circa 10 secondi, massimo 15, riusciamo a perdere il contatto con R. che (erroneamente) chiudeva il gruppetto dei nostri 5 eroi (chissà perché la tastiera mi stava facendo scrivere "errori" al posto di "eroi"): lo cerchiamo, A. lo chiama tramite la radio, accendiamo le torce per farci vedere... ma nulla. Aspettiamo un minuto e come da regola risaliamo cercando un contatto con R. in superficie. E lì lo ritroviamo e veniamo a sapere che ha comunque corso un rischio non da poco, riuscendo a uscirsene grazie a un bel self-control (qualità comunque che R., sott'acqua, possiede).
28 minuti abbiamo passato sotto il livello del mare... non molto. Lasciamo a riva R. malandato e il buon O. infreddolito e continuiamo. Ad andare avanti siamo io, A. e S..
Qui ve la farò breve, anche perché questa seconda immersione è durata 46 minuti... minuti nei quali io e S. abbiamo perso una volta il contatto con A. rischiando di dover nuovamente risalire annullando anche la seconda immersione (per fortuna ci siamo ritrovati con A. mentre stavamo per farlo), io ho cercato di tenere uniti A. e S. che a volte avevano solo me in mezzo come collegamento, visto che uno cercava di scappare in velocità e l'altro si fermava a fotografare ogni cosa (animata e non).
Comunque sia, ci godiamo questa immersione, patiamo (io soprattutto con la muta semi-stagna) il freddo e usciamo.
Il resto della giornata... beh, non è così stimolante da raccontare, e si è svolta tra la ricerca di un posto dove ci facessero da mangiare alle 3:30 di pomeriggio (un posto l'abbiamo trovato a Sestri Levante) e un ritorno a casa che si è concluso per le 7:30 di sera tra i discorsi deliranti del terzetto composto dai due biellesi e dal (ma poteva non essere in mezzo?) fantomatico S..
Chiudendo la giornata mi viene in mente solo un pensiero: ma con quali altre persone si possono fare immersioni tanto "particolari"? Insomma, capite perché non voglio comunque rinunciare a queste giornate? Gruppi così non si trovano mica facilmente in giro per strada (e qui qualcuno potrebbe dire "e per fortuna").
Io ora vi saluto... sono stanchino e penso di andare a dormire un po' prima del solito (ovvero prima di mezzanotte).
Alla prossima, ragazzi!

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giovedì 16 novembre 2006

Finalmente la serie A

Non mi sono mai considerato un ragazzo particolarmente amante degli sport, ma ciò nonostante ho coltivato una certa passione per un paio di essi, ovvero la subacquea e il calcio/calcetto (in questo momento non annovero i kart e le minimoto tra gli sport, anche se forse dovrei farlo). Di subacquea ho parlato già tante volte in questo blog, ma di calcio mi sono reso conto che non avevo ancora scritto nulla, quasi me ne fossi dimenticato. Il che, in fondo, fino a un anno fa era quasi vero.
Sin dai tempi del liceo ho iniziato a scoprire che non mi dispiaceva affatto giocare in qualità di portiere, pur senza mai abbandonare altri ruoli (il terzino destro, in particolare): in porta ho però iniziato pian piano a "farmi le ossa" (in tutti i sensi, un polso rotto e svariate storte alle dita ne sono testimoni inequivocabili), e pian piano iniziai ad apprezzare sempre più quel ruolo.
Ora sono ormai più di 10 anni che gioco stabilmente in questo ruolo, 10 anni di partite perse, pareggiate e vinte in ogni modo possibile immaginabile.

Internet Explorer 7

L'anno scorso ho rischiato di appendere le scarpe al chiodo (come si suol dire), causa altri impegni serali di natura subacquea, ma fortunatamente quest'anno ho ripreso a giocare stabilmente tutte le settimane. E dico "fortunatamente" perché tutta questa applicazione sta finalmente iniziando a dare i suoi frutti: dopo svariati tornei e un numero inestimabile di partite più o meno amichevoli, finalmente è arrivata l'ora della serie A.
No, ma che avete capito? Non la serie A del campionato nazionale! Parlo di un campionato provinciale, dove la mia attuale squadra è passata quest'anno alla serie principe. Le sfide sono serrate, il ritmo pressante, ma il divertimento è al tempo stesso elevato e costante. Esattamente ciò di cui avevo bisogno.
E' finalmente ora di serie A... è finalmente ora di fare un po' più sul serio, se si vuole restare.

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domenica 24 settembre 2006

Il mio elemento

Finalmente oggi sono tornato nel mio elemento più importante... il mare. Un nuovo brevetto PADI (di subacquea) è finalmente in arrivo, un nuovo traguardo da stabilire nella profondità del blu intenso.
Non ho foto da postare questa volta, quindi, caro diario internettiano, questa volta dovrai solo accontentarti di qualche parola rapidamente rapita alla mia stanchezza della giornata e di un'immagine che rappresenta il profilo dell'immersione di oggi.

Altare - Baia di Portofino

A questo punto non mi resta che andare a dormire... tanto più che ormai la palpebra fa difficoltà a restare aperta e la mente non è più tanto sveglia.
Domani è un nuovo giorno... di lavoro, ahimè. Ma presto tornerò nuovamente lì, nel mio elemento naturale dove ogni pensiero viene veicolato attraverso un blu che qui, sulla superficie, non si può vedere.

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venerdì 15 settembre 2006

Otto amici, una pista, una passione!

Era un po' che non tornavo a correre, parecchio tempo che non affrontavo una sfida in pista insieme ad amici vari. Ciò di cui sto parlando non è una corsa campestre, ma una corsa di kart, organizzata il 30 Luglio scorso non senza problemi di vario tipo (leggasi trovare abbastanza persone disponibili tutte una stessa data, cosa non facile come si penserebbe). Ma alla fine si è riusciti a organizzarsi e la gara ha avuto luogo; e, dato anche quanto avevo già fatto a ottobre dello scorso anno (qui trovate maggiori informazioni), non potevo esimermi dal postarne un filmato che mostra alcune delle nostre "follie", seppur arrivi su questo blog con quasi due mesi di ritardo.

Otto amici, una pista, una passione!

Il link incriminato è questo. In caso voleste scaricarlo, sappiate che occupa la bellezza di 26.7 Mb, ma sappiate anche che ne vale davvero la pena (se vi piaciono i kart).
Gli amici sono otto, la pista è una, la passione pure. Una passione che non scema nel tempo, ma anzi, si accresce. Ora l'unica cosa che mi chiedo a proposito è: a quando la prossima corsa?

P.S. Se vi chiedete chi sono nel filmato, ho la maglietta arancione e il casco nero! :-)

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mercoledì 26 ottobre 2005

Mini bike riders

Ricordate quanto ho scritto lunedì questo circa le minimoto? Nel caso la risposta sia affermativa (e nel caso ve ne importi effettivamente qualcosa... chi può dirlo), un mio amico ha montato un breve filmato estratto da alcuni giri ripresi con una fotocamera digitale (io sono quello con la tuta scura e la minimoto blu), filmato che prontamente ho deciso di pubblicare anche su questo mio diario per immortalare l'evento.



Per vedere il "movie" completo (leggibile con QuickTime e dal "modico" peso di 10 Mb) potete anche cliccare qui e scaricarlo sul vostro PC.
E dai prossimi giorni... beh, è ora di tornare a parlare di traduzioni dopo le ultime (tante) divagazioni. :-)

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lunedì 24 ottobre 2005

La mia minimoto

Dopo foto di immersioni, rafting, Francia e altre cosucce, torno alla carica con i miei post dei "miei" per mostrare qualche foto di una nuova passione che sto cercando (non senza difficoltà, sia economiche che organizzative) di coltivare.
Premessa: da tempo sono un appassionato di corse con i kart, solitamente da 270cc. Questa passione è però difficile da realizzare su tutti i piani, a causa del notevole costo economico del mantenimento di un kart. Ma il richiamo alle corse non si placava col tempo...
Personalmente ritengo di essere fortunato a condividere questa passione con altri amici (principalmente siamo in tre), passione che stiamo or ora cercando di espandere verso una nuova frontiera per noi: le minimoto! La fortuna risiede nel fatto che stiamo affrontando insieme questa esperienza grazie all'acquisto di due minimoto che stiamo usando per esercitarci in vista di (magari, ma in fondo ci credo poco) qualcosa di più "professionale".
Ieri abbiamo affrontato il primo test su strada (nel parcheggio di un ipermercato di Novara), dopo settimane passate a mettere a punto, regolare, fissare e pulire: di certo queste minimoto non richiedono poca manutenzione, anzi... Tornando al test, finalmente abbiamo potuto testare la potenza dei nostri mezzi in rettilineo e in piega, cercando il limite quando sentivamo di potercela fare. Una sola parola può esprimere i miei sentimenti dopo di ieri: meraviglioso! E siamo anche riusciti ad attirare alcuni "spettatori" che si sono fermati a osservare lo spettacolo! :-)
Peccato però... Eh sì, fin qui sembrava tutto bellissimo, ma la sfortuna non poteva mancare (non lo fa mai) e puntualmente è arrivata: un mio amico ha sbagliato l'impostazione di una curva ed è finito dritto. Risultato: lui si è fatto un po' male (per fortuna giravamo con casco, giubbotto rinforzato e guanti), forcella anteriore piegata, pneumatico anteriore bucato, scocca anteriore semidistrutta e alcuni graffi sulla fiancata destra. La forcella sarà un bel problema da rimettere a posto... sperando che il freno a disco non si sia piegato, altrimenti c'è davvero di che piangere.
Comunque sia andata a finire, è stata una bellissima giornata e siamo riusciti a far dare molto alle nostre minimoto, nonostante le stessimo provando su un asfalto a loro non congeniale. Un'esperienza che ora aspetto solo di replicare in pista il primo weekend che si presenta l'occasione.
Nel frattempo, beccatevi qui alcune foto della mia minimoto (che si è salvata più che degnamente ai test di ieri)! :-)

La mia minimoto 1 La mia minimoto 2

La mia minimoto 3 La mia minimoto 4

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domenica 28 agosto 2005

La mia Francia

Una settimana esatta è passata dal mio ritorno alla "dura" realtà di sempre, lasciandomi così alle spalle due settimane passate tra Francia e Spagna (per l'esattezza i Paesi Baschi... che non bisogna mai azzardarsi a chiamare col nome della loro nazione perché altrimenti si arrabbiano). Le esperienze accumulate in questo lasso di tempo sono state fantastiche, e lasceranno sicuramente molti ricordi piacevoli nella mia memoria.
Nel frattempo, i superstiti di questa vacanza hanno raccolto le foto accumulate dalle varie macchine fotografiche: qui ne posto giusto qualcuna di quelle panoramiche prese (in ordine) ad Avignone, Le-Baux-de-Provence e Carcassonne. In esse è ritratto il Rodano, il cielo scuro della Provenza e le costruzioni medioevali che caratterizzano questo territorio. Un piccolo ritaglio di Francia!

La mia Francia 1

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La mia Francia 3

La mia Francia 4

La mia Francia 5

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mercoledì 27 luglio 2005

Le mie immersioni

Torna l'appuntamento con "le mie immersioni", questa volta però con le foto tratte dall'immersione fatta domenica scorsa 24 luglio (le foto mi sono appena giunte). Il luogo è l'Orrido di Sant'Anna, amena località a nord di Cannobio, poco al di sotto del confine svizzero. Ebbene sì, questa volta niente mare, ma un canyon italiano nella valle Cannobina, completamente incontaminato. Nonostante sia un fiume, la profondità raggiunge i 13 metri, con uno spettacolo unico quando si raggiunge il fondo e si è costretti a fare ricorso a torce elettriche per potersi illuminare il cammino tra rocce, e passare tra banchi di pesci che si aprono al passaggio dei subacquei. Il tutto per giungere, alla fine della gola, proprio sotto alla cascata che vi precipita dentro.
Un'immersione che consiglio davvero di cuore a ogni subacqueo che sia in zona. :-)

Le mie immersioni 1 Le mie immersioni 2

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domenica 10 luglio 2005

I miei tranquilli weekend di paura

Dopo il post di settimana scorsa contenente una piccola manciata di foto tratte da una mia immersione, torna, per la serie "i miei" (sembra un annuncio televisivo, scritto così... eh eh), l'angolo delle foto un po' più personali. Questa volta il soggetto è diverso, ed è preso direttamente da una discesa in rafting del fiume Sesia (l'altezza, più o meno, è quella del comune di Balmuccia), fatta con alcuni amici un po' di tempo fa.
Le foto sono state scattate da bordo fiume da staff del Monrosa, gruppo che organizza eventi come questo!

I miei tranquilli weekend di paura 1 I miei tranquilli weekend di paura 2

I miei tranquilli weekend di paura 3 I miei tranquilli weekend di paura 4

P.S. Stavo quasi per dimenticarmi una cosa "importantissima" (beh, dipende dai punti di vista), ovvero di festeggiare il primo mese compiuto da questo mio primo blog! Questo spazio è infatti nato (sebbene non ufficialmente, nel senso che non era ancora aperto al pubblico) il 3 dello scorso mese di giugno. Buon compleanno, diario! :-)

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lunedì 27 giugno 2005

Le mie immersioni

Contravvenendo in pieno a quanto mi ero proposto quando avevo creato questo blog, oggi ho deciso di pubblicare proprio qui alcune foto tratte dalla mia ultima immersione nel mare ligure (per la precisione si tratta del piccolo porticciolo isolato di Framura, al limite delle Cinque Terre).
In fondo questo diario stava diventando un po' "monotono" (ahimè, a forza di parlare di traduzioni), e quindi non è mai detto che non ripeta l'esperimento anche in futuro inserendo argomenti non direttamente correlati alle localizzazioni e al G.I.T. in sé stesso.
Magari (anzi, quasi sicuramente) tutto questo non interesserà poi tantissimo a quei pochissimi che si avventurano sin qui, ma essendo questo un diario non mi sembra una cattiva idea, in fondo. Questo non significherà comunque che d'ora in poi inizierò a raccontare la mia vita (quella è privata), ma che magari qualche spezzone così, giusto per rompere la monotonia, sì!

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