Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

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venerdì 24 giugno 2005

Yin e Yang

Lingua originale o traduzione? Questo è un dubbio su cui ho sentito più volte trattare in giro per forum e siti, dove solitamente si venivano a delineare forme precise di pensiero: chi a favore delle traduzioni, chi grande sostenitore delle lingue originali. E questo non solo per quanto riguarda i videogiochi (anzi), ma anche per tutto il resto, come film, libri, ecc...
Ma cosa differenzia queste due correnti di pensiero? In fondo credo proprio nulla, perché alla radice si trova la stessa voglia di godere al meglio di questi attimi di relax (in tutte le sue varie forme). Ciò che veramente è diverso è il modo in cui l'una parte e l'altra parte identificano questa esperienza... come una sorta di Yin e Yang, due faccie della stessa medaglia.

Yin e Yang

Personalmente non posso dire di non amare né la prima, né la seconda soluzione: la lingua originale ha un fascino tutto suo, ovvero quello in cui è stata pensata e realizzata una data opera. Spesso mi capita infatti di pensare (ascoltando un film doppiato, giocando un videogioco localizzato o leggendo un libro tradotto) a quale era il termine originale per una parola, oppure il modo in cui era stata pensata una frase.
Ma volete mettere la comodità di mettersi tranquilli, sulla propria sedia o poltrona e concentrarsi solo sull'esperienza in sé, senza preoccuparsi di non capire una parola o perdere anche un solo concetto? Non c'è nulla che io detesti di più di perdere il senso di un discorso.
E allora? Meglio Yin o Yang? Nessuna delle due, a volte meglio la lingua originale (per gustarsi ogni virgola), a volte meglio la traduzione (per rilassarsi e farsi trasportare). E' solo questione di ispirazione momentanea.
Almeno per me, è ovvio! :-)

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