Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

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mercoledì 20 luglio 2005

La rivoluzione internettiana

Può una tecnologia modificare lo stile di vita delle persone? Credo che la risposta sia talmente ovvia da essere palese per chiunque, ma risponderò ugualmente per chiarezza personale: sì! La dimostrazione è in ogni oggetto che tutti i giorni consideriamo sempre piu' parte della nostra vita.
La "rivoluzione internettiana" (come mi piace definirla) è sicuramente uno dei progressi tecnologici che ha influenzato non poco il nostro modo di vivere. Pensare di poter comunicare in tempo reale con persone da tutto il mondo è qualcosa persino fino agli anni '80 si riteneva fantascienza. Eppure... eppure oggi mi posso permettere di tenere un blog come questo, uno spazio pubblico che chiunque può vedere, ovunque si trovi.
Internet è anche la tecnologia che ha reso possibile la nascita del G.I.T., con le sue mille staccettature che conosciamo oggi. E' anche la tecnologia che, tra le altre cose, da molto lavoro agli informatici (e qui ne so qualcosa, visto che ultimamente ho lavorato quasi solo sullo sviluppo di web application).

La rivoluzione internettiana

Senza le e-mail non potremmo coordinare le nostre traduzioni come vorremmo (lettere e piccioni viaggiatori sono decisamente troppo lenti... e per entrambi non si avrebbe mai la certezza dell'arrivo a destinazione del messaggio). Senza i forum non potremmo dialogare con chi usa i nostri lavori, correggendo e fornendo supporto. Senza il sito web non potremmo comunicare le novità e i progressi, né far scaricare il frutto delle nostre fatiche. Internet è tutto questo: svago e lavoro al tempo stesso.
E il futuro? Ormai sappiamo benissimo anche noi che i progressi tecnologici non sono del tutto prevedibili, e molte sono le sorprese che il tempo ci potrà svelare. Personalmente non so cosa accadrà, o come comunicheremo tra dieci o vent'anni. Al momento so soltanto che entro quelle date avrò le idee molto più chiare sulla programmazione e sulle tecnologie che circondano i relativi linguaggi.
In fondo il fatto di non poter prevedere il futuro ci rende più fantasiosi e aperti a nuove possibilità! Macchina del tempo? No, grazie, preferisco godermi passo passo ogni evoluzione.