Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

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lunedì 12 settembre 2005

I nostalgici

Non so come mai, o perché, ma ultimamente mi sono trovato sempre più spesso a pensare ai vecchi tempi, quando iniziavo a muovere i primi timidissimi passi nel difficile mondo dei computer. Quella macchina che mi permetteva di muovere grossi sprite su un televisore era qualcosa di magnifico e attraente allo stesso tempo e, complice mio fratello che era un po' più grandicello di me, così iniziai piano piano a prendere confidenza... per quanto possa prendere confidenza un bambino di pochi anni con un elettrodomestico.
Erano i tempi in cui Commodore era un grande produttore, che riusciva a produrre macchine d'eccellenza, come il suo famosissimo Commodore 64! E' proprio su questo che ebbe inizio tutto... qui che forse si decise il mio percorso che ha fatto di me un informatico (lavoro che ricopro a tutt'oggi). Ancora oggi, sebbene allora fossi davvero piccolo e certamente siano passati svariati anni, ricordo benissimo quella schermata blu con caratteri grigi, così come ricordo nomi e particolari di tantissimi giochi che allora (come oggi) sapevano stupirmi così tanto.
Potrei fare una lista davvero interminabile di nomi di quello che intendo, ma finirei per ripetere quanto sicuramente è già scritto in migliaia di siti e forum dispersi per la rete.

Commodore

E come dimenticare i supporti a nastro, o i dischetti da 8 o da 5 pollici? In entrambi i casi i caricamenti erano lunghissimi, ma con i nastri si doveva anche aspettare un quarto d'ora o mezz'ora prima di poter iniziare! Al solo pensiero mi chiedo come mai oggi non si sopporti nemmeno aspettare 30 secondi di caricamento.
Ma erano altri tempi...
Il Commodore 64, comunque, non fu "solo" che l'inizio: a lui seguì un altro capolavoro di tecnica e di progresso, sempre targato Commodore, un altro pezzo di storia che in molti ricordano con piacere grazie al segno indelebile che ha lasciato. Sto parlando dell'Amiga, e in particolare della 500 (che poi espandemmo a 1.000), che era in grado di fare cose eccezionali.
Come dimenticare l'ottimo sistema operativo (il primo che abbia usato a finestre) Workbench, che si avviava inserendo il dischetto come i giochi, oppure le tante ore passate sugli innumerevoli giochi che possedevo, questa volta tutti sui dischetti tradizionali che ancora oggi possiamo trovare in giro (anche se erano diversi da quelli odierni per la capacità di spazio). Tante erano poi le volte che, con due joystick attaccati alla base dell'Amiga, io e mio fratello ci abbiamo giocato con amici vari, sfidandoci nei tornei e nelle sfide più assurde finché non potevamo far altro che spegnere tutto e andare a dormire.

Amiga

Pensando alle differenze con oggi, mi chiedo come siamo cambiati da allora: forse allora eravamo tutti meno esigenti e ci bastavano pochi pixel giganti per immaginare cose eccezionali, forse erano eccezionali di loro. Dovendo fare il nostalgico (per una volta), devo ammettere anche a me stesso che una volta i videogiochi erano molto più di società di oggi: non erano appunto rare le volte che si chiamavano amici a casa per giocare a questo o a quest'altro, mentre oggi o si gioca a distanza (multiplayer) o si gioca da soli.
Esistono comunque alcuni capolavori che si rifanno ai giochi del passato (così su due piedi mi viene in mente Gunbound), ma ormai sono solo segni di una nostalgia di quei videogiocatori che, come me, stanno crescendo ogni giorno che passa e che riescono a dedicare a questa loro passione sempre meno tempo. Ma ci si allontana solo per il tempo?
A questa domanda non so rispondere: forse tutto sommato la tendenza di adesso mi attira poco (basti pensare che mi sto divertendo come un matto con Sid Meier's Pirates!, rifacimento fedele del vecchio capolavoro per Commodore 64 e Amiga), con i suoi FPS tutti molto simili per ambientazione e grafica (la Seconda Guerra Mondiale e le ambientazioni tetre ormai sono come il prezzemolo...), gli RTS che innovano all'1% (nonostante ciò che sbandierano in pre-release) e la quasi assoluta mancanza di GdR degni di questo nome (dove sono finiti Baldur's Gate e Fallout?).
E' proprio vero quello che si dice: nulla resta com'è, e tutto è destinato a cambiare. Tranne i nostalgici!