Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

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lunedì 26 settembre 2005

Viva l'Italia

Personalmente non mi reputo una persona particolarmente nazionalista (in stile francese, per intenderci... non che abbia qualcosa contro i francesi, comunque), o attaccata alle tradizioni di questa o di quest'altra regione italiana. Le mie origini sono infatti piuttosto confuse (c'è un po' di piemontese, di ligure, di lombardo, di veneto e anche qualcosina di pugliese... e chi più ne ha più ne metta :-D) e non mi sono mai legato veramente a una di queste realtà.
Forse è anche a causa di questo che non ho mai disprezzato la possibilità di viaggiare all'estero (possibilità che per lavoro potrebbe anche verificarsi un giorno), o anche semplicemente di godere di un buon film, libro o videogioco nella sua lingua madre (quando si tratta di produzioni in lingua inglese, è ovvio). Anche se...
Il motivo per cui sto redigendo questa riflessione è dato da una breve discussione avuta un po' di giorni fa circa la mostra dei film a Venezia, dove i film proiettati sono tutti in lingua originale, e tutti sottotitolati in italiano. Immancabilmente tutto ciò mi ha fatto pensare ai doppiaggi...

Viva l'Italia

Innanzitutto devo ammettere di essere proprio del tutto allergico ai sottotitoli: so che c'è gente che non ha questo problema, ma il dover continuare leggere quelle stringhe che appaioni in basso allo schermo mi causa la perdita di alcuni frame, distraendomi dalla visione. Fosse una volta ogni tanto non sarebbe poi così importante, ma un intero film mi peserebbe un po'. Così come leggere un libro intero in lingua originale (ma qui molto dipende dal tipo di autore).
E' qui che esclamo davvero a gran voce "viva l'Italia", per i doppiaggi che (per fortuna) sappiamo dare alle produzioni estere, e per le spesso buone traduzioni dei libri (anche se adesso sto leggendo un libro che non è lo stato dell'arte). Certo (come scrivevo sopra) ogni tanto mi diverte sapere che suono aveva un dialogo inglese, o i termini usati su un libro in lingua originale, ma se desidero davvero rilassarmi non posso che dedicarmi alla nostra cara lingua italica alla quale, tutto sommato, sono davvero affezionato.
L'italiano, come lingua in sé, ha infatti poco da invidiare a quelle straniere, sia come sonorità, sia come varietà grammaticale (ma qui tutti potrebbero dire la stessa cosa, in effetti).