Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

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mercoledì 1 febbraio 2006

Google Story

Non è un segreto che sono un grande "fan" (se così si può dire) di Google e delle sue tecnologie, non tanto per la loro natura gratuita, ma quanto per l'innovazione che questa società riesce ancora a introdurre in un mondo (quello dell'informatica) che spesso tende a vivere di rendita su ciò che già esiste ed è ben collaudato.
Nel mio lavoro (di programmatore) mi capita molto di raro vedere vere e proprie sperimentazioni in campi nuovi o vecchi che siano, e questo perché la strada della ricerca è sempre irta di pericoli e insidie (quanto è difficile? quanto può costare? quanto può rendere?)... tutti discorsi che spesso tendono a portare a ragionamenti del tipo "miglioriamo o sfruttiamo ciò che c'è già", piuttosto che "inventiamo qualcosa di nuovo".
Google non finisce invece di stupirmi, perché riesce a dominare in campi anche diversi da quello della pura ricerca (dove comunque domina su ogni altro motore di ricerca attualmente esistente): un esempio può essere Google Earth, che per primo ha offerto la possibilità di vedere il nostro pianeta in tre dimensioni e con una mappatura satellitare molto precisa (anche se ancora da completare). Un altro esempio è invece Gmail, dove la "grande G" è riuscita a introdurre un cambiamento sensibile in un campo fermo da troppo tempo, sia in termini di dimensioni, sia in termini di funzionalità, come il raggruppamento delle e-mail in discussioni quasi si trattasse di un forum.
Altri esempi? Picasa, Blogger (con cui gestisco questo blog), Google Desktop e molti altri ancora: alcuni migliorano quanto esisteva già, altri introducono vere e proprie innovazioni, altri fanno sia la prima che la seconda cosa.

Google Story

L'insieme di tutte queste caratteristiche mi ha sempre portato a pensare a Google come a una realtà molto interessante, su cui avrei voluto saperne di più. Proprio per caso (in un sabato in giro con alcuni amici) sono incappato in un Autogrill in un libro che non ho potuto fare a meno di prendere e iniziare a leggere (chiamatela "deformazione professionale"): Google Story!
Google Story narra le vicende che Sergey Brin e Larry Page hanno vissuto dai loro anni di università, quando erano "solo" due studenti che volevano rivoluzionare il mondo di internet, a oggi, quando la loro società ha un valore di mercato più alto di Ford e General Motors messe assieme. Il libro è scritto abbastanza bene, senza annoiare e senza far perdere il filo del discorso al lettore e, anche se di tanto in tanto finisce per ripetersi su concetti come l'importanza che oggi riveste il motore di ricerca di Google, racconta bene gli eventi di quegli anni di fine millennio scorso (son già passati sei anni?).
Purtroppo dal punto di vista tecnico non vengono fornite molte informazioni sul PageRank (l'algoritmo matematico che sta alla base del successo di Brin e Page), e anzi tutto si mantiene sul generico. In qualità di programmatore mi sarebbe piaciuto conoscere ogni particolare, ma da lettore posso capire che ciò sarebbe stato fuori luogo in un libro narrativo come questo (senza contare che, molto probabilmente, i "Google Guys" sono gelosi dei segreti della loro innovazione, che altrimenti non sarebbe più così unica).
Sinceramente è un libro che consiglio a chi pensa che l'informatica sia un mondo che può ancora regalare molto sorprese e che l'era "pioneristica" non si è affatto conclusa negli anni '80 e '90.