Storia di un sito
Cosa c'è che non va? Questa domanda me la sono fatta più volte negli scorsi anni guardando il sito del Game Italian Translation, un sito che riusciva a comunicare il suo scopo, ma che ugualmente si presentava pesante e ingombrante alla vista e alla navigazione in virtù del suo codice HTML poco ottimizzato e della sua grafica grossolana. In verità, il vecchio sito era figlio di un lavoro sbrigativo e veloce che risale addirittura a prima del 17 gennaio 2003 (data di nascita del gruppo e di pubblicazione del nostro primo sito). A quei tempi di web-design ne sapevo poco, e sicuramente non immaginavo che le sue sorti sarebbero state tanto durature nel tempo: sostanzialmente era un sito amatoriale come se ne vedono tanti, un sito abbozzato con (tenetevi forte) Microsoft Frontpage... ebbene sì, ho questo scheletro nel mio armadio.
Non appena iniziai a capire che il G.I.T. meritava qualcosa di meglio, studiai una prima alternativa, che fosse almeno più leggibile. I tratti amatoriali erano comunque ancora innegabilmente dominanti, ma questa nuova formula permetteva comunque di avere visibile tutto ciò che ci serviva: menu, news, schede di traduzione. Gli orpelli inutili erano ancora tanti (sondaggi, guestbook), retaggi di un web-design ancora molto semplicistico. La svolta fu che qui iniziai a usare sempre meno Frontpage, per rivolgermi ad altri editor meno invasivi.
La domanda però restava: cosa c'è che non va?
Ed ecco arrivare la momentanea crisi dello scorso autunno, dove ho avuto tempo per pensare a un nuovo design, completamente ridisegnato da zero senza quella base di Frontpage di cui ormai non riuscivo più a liberarmi.
Il nuovo sito avrebbe dovuto avere qualita' del tutto differenti dai tre predecessori: meno spazio per le news (non siano mica un portale), più spazio per commenti a margine, navigazione facilitata (meno click per raggiungere l'obiettivo), meno pagine per ciascuna traduzione (una invece di tre), grafica più presentabile e meno amatoriale. Questi erano i quattro principi che volevo manterene, e raggiungerli non era facile. Di tentativi, infatti, negli anni ne avevo fatti tanti, tutti scartati per mia generale insoddisfazione. Questo nuovo (ultimo?) tentativo avrebbe dovuto riuscire ora che ne avevo tempo, altrimenti chissà quanto altro tempo ci sarebbe voluto per ottenere qualcosa di degno del suo nome.
Il nuovo design si presenta quindi così, con un ridottissimo menu in alto per distinguere le aree principali, con i due loghi, con una barra fissa a sinistra da usare per commenti e note a margine, con font meno ingombranti di prima a favore della quantità di contenuti e altre cose ancora. Per poter spiegare tutto questo mi ci vorrebbero ore, le stesse ore che ho passato a riflettere anche su particolari apparentemente insignificanti, ma che fanno tutti parte di un insieme che mi auguro sia almeno ben riuscito e gradevole alla vista.
Nei giorni a seguire cercherò di descrivere a questo mio diario alcuni particolari disseminati qui e là in quelle pagine. Ora si è fatto tardi...
Non appena iniziai a capire che il G.I.T. meritava qualcosa di meglio, studiai una prima alternativa, che fosse almeno più leggibile. I tratti amatoriali erano comunque ancora innegabilmente dominanti, ma questa nuova formula permetteva comunque di avere visibile tutto ciò che ci serviva: menu, news, schede di traduzione. Gli orpelli inutili erano ancora tanti (sondaggi, guestbook), retaggi di un web-design ancora molto semplicistico. La svolta fu che qui iniziai a usare sempre meno Frontpage, per rivolgermi ad altri editor meno invasivi.
La domanda però restava: cosa c'è che non va?
Ed ecco arrivare la momentanea crisi dello scorso autunno, dove ho avuto tempo per pensare a un nuovo design, completamente ridisegnato da zero senza quella base di Frontpage di cui ormai non riuscivo più a liberarmi.
Il nuovo sito avrebbe dovuto avere qualita' del tutto differenti dai tre predecessori: meno spazio per le news (non siano mica un portale), più spazio per commenti a margine, navigazione facilitata (meno click per raggiungere l'obiettivo), meno pagine per ciascuna traduzione (una invece di tre), grafica più presentabile e meno amatoriale. Questi erano i quattro principi che volevo manterene, e raggiungerli non era facile. Di tentativi, infatti, negli anni ne avevo fatti tanti, tutti scartati per mia generale insoddisfazione. Questo nuovo (ultimo?) tentativo avrebbe dovuto riuscire ora che ne avevo tempo, altrimenti chissà quanto altro tempo ci sarebbe voluto per ottenere qualcosa di degno del suo nome.
Il nuovo design si presenta quindi così, con un ridottissimo menu in alto per distinguere le aree principali, con i due loghi, con una barra fissa a sinistra da usare per commenti e note a margine, con font meno ingombranti di prima a favore della quantità di contenuti e altre cose ancora. Per poter spiegare tutto questo mi ci vorrebbero ore, le stesse ore che ho passato a riflettere anche su particolari apparentemente insignificanti, ma che fanno tutti parte di un insieme che mi auguro sia almeno ben riuscito e gradevole alla vista.
Nei giorni a seguire cercherò di descrivere a questo mio diario alcuni particolari disseminati qui e là in quelle pagine. Ora si è fatto tardi...
Etichette: Sito G.I.T., Storia del G.I.T.
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