Un mondo virtuale
Si sa, la vita è un continuo sali e scendi! E' un po' come giocare in borsa: ci sono i periodi in cui le azioni salgono, e quello in cui le azioni scendono. Lo stesso vale per gli hobby, per le passioni: c'è il momento in cui ci si riesce a dedicare ad essi (vuoi perché il lavoro lascia più libertà, vuoi perché così capita e basta), e il momento in cui tutto questo viene accantonato. Quante volte mi è capitato tutto ciò con il G.I.T.? Ormai non conto nemmeno più le volte. Ma no, questa volta non è di traduzioni che voglio parlare, ma proprio di videogiochi.
Qualche mese fa ho passato una leggera "crisi da giocatore", quella crisi che per alcuni significa abbandonare il mondo dei giochi per crescere definitivamente (o almeno così si è portati a pensare, ovvero che i videogiochi siano una cosa da bambini... anche se ormai, dati anche i temi trattati, è difficile oggigiorno definirli tali), una crisi dalla quale sento ormai di essermi definitivamente ripreso, e anzi, addirittura cresciuto.
Prima concepivo un solo modo per legare il divertimento spensierato ai videogiochi, ovvero il PC. Questo è stato infatti l'unico mezzo che ho adottato per anni, e lo sarebbe stato ancora per molto se solo l'ultimo passaggio generazionale non avesse richiesto tanti cambiamenti di hardware (leggasi "soldi"). Ma, ripensandoci oggi con più oggettività, questo cambio è stato quanto mai provvidenziale: avevo bisogno di qualcosa di nuovo, senza neppure saperlo. Ero invero tanto abituato a considerare solo il PC come piattaforma di gioco che non mi interessavo nemmeno alle altre realtà che mi circondavano, ovvero le console. Ignoravo, pur conoscendolo (contraddizione in termini), che esistevano altri mondi che avrebbero saputo rinnovare il mio interesse, e ridarmi quella gioia che ormai mancava da molto tempo.
Dopo la PSP è stato il turno di un altro sconvolgimento del mio "mondo dei videogiochi", la PlayStation 2 (ebbene sì, sono un po' "sonaro", eh eh...), la mia prima console fissa. Da Killzone a Metal Gear Solid 3: Snake Eater, da God of War a Resident Evil 4, questa console mi ha fatto capire che la old-gen per uno come me ha ancora tanto da offrire (e poi c'è Okami in arrivo). L'avvicinamento al famigerato pad non è stato immediato, soprattutto per gli FPS, genere che conoscevo tanto bene su PC, ma che mai avevo provato a giocare senza il mio amato supporto di mouse e tastiera. All'inizio mi sembrava tutto poco pratico e immediato, al punto quasi da tornare da dove ero venuto (e poi quella bassa risoluzione... quasi mi disturbava la vista da tanto che ero abituato a giocare guardando un monitor ad alta definizione), ma col tempo e un po' di pratica ho superato le prime incertezze e mi sono fatto trasportare in questo secondo nuovo mondo.
In realtà le cose sono andate meglio di come sperassi: nessuna console è stata abbandonata, nessun euro è stato speso male, e riesco a dedicare quel mio poco tempo libero sia alla PSP, sia alla PS2, sia al DS Lite. Il tutto pur senza dimenticarmi del PC, dove sto apprezzando (meglio tardi che mai) la dinamicità di Fahrenheit, o il carattere di Uplink.
Insomma, quasi un anno fa temevo che la mia passione per i videogiochi si stesse estinguendo senza alcuna possibilità di ritorno, ma non era così: avevo solo bisogno di cambiare, di scoprire cose nuove e allargare i miei orizzonti verso destinazioni ancora ignote e quanto mai affascinanti. Prima che tutto ciò diventi noioso ci vorranno ancora molti anni... ho molto da recuperare, molto da esplorare... un mondo intero e virtuale di videogiochi, con il loro bagaglio di esperienze ed emozioni ad accompagnarli.
Mi si è riaperto un mondo!
Qualche mese fa ho passato una leggera "crisi da giocatore", quella crisi che per alcuni significa abbandonare il mondo dei giochi per crescere definitivamente (o almeno così si è portati a pensare, ovvero che i videogiochi siano una cosa da bambini... anche se ormai, dati anche i temi trattati, è difficile oggigiorno definirli tali), una crisi dalla quale sento ormai di essermi definitivamente ripreso, e anzi, addirittura cresciuto.
Prima concepivo un solo modo per legare il divertimento spensierato ai videogiochi, ovvero il PC. Questo è stato infatti l'unico mezzo che ho adottato per anni, e lo sarebbe stato ancora per molto se solo l'ultimo passaggio generazionale non avesse richiesto tanti cambiamenti di hardware (leggasi "soldi"). Ma, ripensandoci oggi con più oggettività, questo cambio è stato quanto mai provvidenziale: avevo bisogno di qualcosa di nuovo, senza neppure saperlo. Ero invero tanto abituato a considerare solo il PC come piattaforma di gioco che non mi interessavo nemmeno alle altre realtà che mi circondavano, ovvero le console. Ignoravo, pur conoscendolo (contraddizione in termini), che esistevano altri mondi che avrebbero saputo rinnovare il mio interesse, e ridarmi quella gioia che ormai mancava da molto tempo.
Dopo la PSP è stato il turno di un altro sconvolgimento del mio "mondo dei videogiochi", la PlayStation 2 (ebbene sì, sono un po' "sonaro", eh eh...), la mia prima console fissa. Da Killzone a Metal Gear Solid 3: Snake Eater, da God of War a Resident Evil 4, questa console mi ha fatto capire che la old-gen per uno come me ha ancora tanto da offrire (e poi c'è Okami in arrivo). L'avvicinamento al famigerato pad non è stato immediato, soprattutto per gli FPS, genere che conoscevo tanto bene su PC, ma che mai avevo provato a giocare senza il mio amato supporto di mouse e tastiera. All'inizio mi sembrava tutto poco pratico e immediato, al punto quasi da tornare da dove ero venuto (e poi quella bassa risoluzione... quasi mi disturbava la vista da tanto che ero abituato a giocare guardando un monitor ad alta definizione), ma col tempo e un po' di pratica ho superato le prime incertezze e mi sono fatto trasportare in questo secondo nuovo mondo.
In realtà le cose sono andate meglio di come sperassi: nessuna console è stata abbandonata, nessun euro è stato speso male, e riesco a dedicare quel mio poco tempo libero sia alla PSP, sia alla PS2, sia al DS Lite. Il tutto pur senza dimenticarmi del PC, dove sto apprezzando (meglio tardi che mai) la dinamicità di Fahrenheit, o il carattere di Uplink.
Insomma, quasi un anno fa temevo che la mia passione per i videogiochi si stesse estinguendo senza alcuna possibilità di ritorno, ma non era così: avevo solo bisogno di cambiare, di scoprire cose nuove e allargare i miei orizzonti verso destinazioni ancora ignote e quanto mai affascinanti. Prima che tutto ciò diventi noioso ci vorranno ancora molti anni... ho molto da recuperare, molto da esplorare... un mondo intero e virtuale di videogiochi, con il loro bagaglio di esperienze ed emozioni ad accompagnarli.
Mi si è riaperto un mondo!
Etichette: Console
0 commenti:
Posta un commento
<< Home