Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

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venerdì 26 gennaio 2007

Spazio e tempo

Il tempo trascorre per tutti, è inevitabile. Il motivo di questo semplicissimo pensiero nasce da questa discussione sul forum di Multiplayer.it, una discussione nata da uno spunto forse non nuovo, ma sempre molto interessante: si può diventare troppo "vecchi" per giocare? Se sì, quando ce ne si rende conto? Esiste un'età limite e una data di inizio?
Come è chiaro che sia, le risposte a quest'ultima domanda sono in entrambi i casi "no"! Ma alle altre domande non è possibile rispondere con tanta certezza, e questo perché il concetto stesso di videogioco è qualcosa che è molto distante dal vecchio significato ludico, ovvero quello di almeno una generazione fa. Una volta, infatti, il gioco era considerato esclusiva dei bambini, qualcosa che andava perduto negli anni insieme all'età della pubertà. In realtà questo non implicava comunque che una volta non ci si potesse divertire man mano che si cresceva, ma che semplicemente i mezzi tramite cui svagarsi cambiavano inesorabilmente così come i gusti.
Ora, invece, ci troviamo davanti al videogioco, che non è più qualcosa di limitato all'infanzia (anzi, semmai l'esatto opposto, ma qui ci torno dopo), bensì è un mezzo che da un semplice divertimento è maturato sino a essere promosso come un vero e proprio media, quasi al pari di televisione e cinema (il quasi è ancora d'obbligo, purtroppo, ma col tempo ci si può arrivare). Come infatti non ci si stufa mai, nell'arco degli anni della propria vita, di guardare film, così non ci si stanca davvero più di "videogiocare".

Spazio e tempo

Non cambia quindi il mezzo, ma il come: tanto quanto i gusti di un adulto sono molto distanti da quelli di un bambino in termini cinematografici, così i nostri gusti (di noi videogiocatori non più di "primo pelo") sono variati nel tempo. Ciò che rende infatti il videogioco un media completo è la sua offerta che spazia ormai in ogni campo, dal casual game per rilassarsi, al gioco complesso e ragionato degno di una mente più esperta, coprendo così ogni fascia di età.
Ecco perché non esiste un'età limite, ecco perché in realtà questo stupendo media sta crescendo insieme a noi cercando di offrirci la possibilità di restare ancora lì, davanti allo schermo, a qualsiasi età. La dimostrazione? Provate a vedere le risposte nella discussione che ho linkato sopra... troverete di tutto: persone di età differenti, culturalmente e socialmente forse anche distanti, ma accomunate da una passione che davvero non ha né spazio, né tempo.
Ma a proposito di spazio e tempo, qualcuno si ricorda quando è nato il controllo WASD per i giochi in prima persona e gli action? So che la domanda sembrerà strana in questo contesto, ma me ne stavo giusto oggi chiedendo il motivo e non sapevo darmene una risposta, e magari qualcuno può aiutarmi...