Un gioco davvero infernale
Raramente seguo le uscite delle demo, e ancora più raramente mi capita di scaricarne una non appena viene rilasciata. Sebbene cerchi comunque di tenermi informato, cerco di installare solo quelle che più mi attraggono, dedicando quel poco tempo libero ai giochi veri e propri. Ciò nonostante, capita che di tanto in tanto ci sia qualcosa che mi convince a provare subito un videogioco: è questo il caso di Infernal (conosciuto precedentemente col nome di Diabolique, nome forse abbandonato causa la sua eccessiva somiglianza col ben noto personaggio fumettistico), action in terza persona che sin dai primi screenshot mostrava una cura per i particolari grafici degni di nota e un certo "carisma" che ben difficilmente si può esprimere.
Mosso da tali considerazioni e ansioso di provare con mano il risultato finale, mi sono apprestato ieri a installare la demo appena rilasciata. Come mi sento a monte? Dubbioso, molto dubbioso.
Iniziando dalle note positive, la grafica sembra davvero qualcosa di spettacolare: è vero, l'effetto di blur è davvero esagerato e affatto realistico (un giorno o l'altro dovrò dedicare un post al superamento dell'Uncanny Valley), ma è funzionale all'atmosfera di lotta tra il bene e il male, soprattutto grazie alla scelta cromatica che è ben bilanciata tra l'azzurro celestiale e il rosso infernale. Ancora più interessante è poi notare come tutto questo si muovi in maniera piuttosto agile, mostrando un engine ben realizzato che riesce a unire effetti e alta risoluzione (anche in widescreen) a una fluidità che sempre più raramente viene presa in considerazione in fase di design.
Se quindi gli occhi sono ben appagati, e le orecchie non possono lamentarsi, è la mente che però non riesce a concedersi totalmente alle atmosfere di Infernal. Il gameplay sembra infatti interessante e uniforme al tempo stesso, offrendo poca varietà al giocatore. E' pur vero che ho provato solo una demo molto limitata, ma quel che ho visto mi fa pensare a un action incapace di raggiungere i livelli di un Max Payne o anche "solo" di un Prince of Persia: gli scontri si riducono infatti all'uso della pistola (o di un'altra arma da fuoco o da lancio) e dei poteri a disposizione del nostro demoniaco personaggio. Quel che manca è la strategia: ad eccezione infatti della possibilità di appoggiarsi a muri alti o bassi, non viene lasciata alcuna scelta se non lo scontro frontale e bruto, incoraggiato anche dalla difficoltà di restare a corto di punti vitali.
L'unica vera nota negativa che mi sento di confermare già adesso è la localizzazione italiana: ascoltando il parlato e leggendo il sottotitolato si notano non poche traduzioni "maccheroniche" che sembrano effettuate da qualcuno che non solo non ha conoscienza del gioco, ma ha anche una visione piuttosto limitata dei modi gergali propri della lingua d'oltre Manica. Sicuramente non c'è la "mano" di un Babelfish, ma ci siamo quasi, per certi versi.
Mosso da tali considerazioni e ansioso di provare con mano il risultato finale, mi sono apprestato ieri a installare la demo appena rilasciata. Come mi sento a monte? Dubbioso, molto dubbioso.
Iniziando dalle note positive, la grafica sembra davvero qualcosa di spettacolare: è vero, l'effetto di blur è davvero esagerato e affatto realistico (un giorno o l'altro dovrò dedicare un post al superamento dell'Uncanny Valley), ma è funzionale all'atmosfera di lotta tra il bene e il male, soprattutto grazie alla scelta cromatica che è ben bilanciata tra l'azzurro celestiale e il rosso infernale. Ancora più interessante è poi notare come tutto questo si muovi in maniera piuttosto agile, mostrando un engine ben realizzato che riesce a unire effetti e alta risoluzione (anche in widescreen) a una fluidità che sempre più raramente viene presa in considerazione in fase di design.
Se quindi gli occhi sono ben appagati, e le orecchie non possono lamentarsi, è la mente che però non riesce a concedersi totalmente alle atmosfere di Infernal. Il gameplay sembra infatti interessante e uniforme al tempo stesso, offrendo poca varietà al giocatore. E' pur vero che ho provato solo una demo molto limitata, ma quel che ho visto mi fa pensare a un action incapace di raggiungere i livelli di un Max Payne o anche "solo" di un Prince of Persia: gli scontri si riducono infatti all'uso della pistola (o di un'altra arma da fuoco o da lancio) e dei poteri a disposizione del nostro demoniaco personaggio. Quel che manca è la strategia: ad eccezione infatti della possibilità di appoggiarsi a muri alti o bassi, non viene lasciata alcuna scelta se non lo scontro frontale e bruto, incoraggiato anche dalla difficoltà di restare a corto di punti vitali.
L'unica vera nota negativa che mi sento di confermare già adesso è la localizzazione italiana: ascoltando il parlato e leggendo il sottotitolato si notano non poche traduzioni "maccheroniche" che sembrano effettuate da qualcuno che non solo non ha conoscienza del gioco, ma ha anche una visione piuttosto limitata dei modi gergali propri della lingua d'oltre Manica. Sicuramente non c'è la "mano" di un Babelfish, ma ci siamo quasi, per certi versi.
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