Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

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venerdì 27 aprile 2007

L'oblio dei videogiochi

Ci sono giochi che per un motivo o per un altro non escono in tutto il mondo, vuoi perché sono disegnati per un particolare mercato (come spesso accade per vari titoli giapponesi), vuoi perché per svariati motivi non si riesce a trovare un produttore disposto a investire su tutti i mercati europei/americani.
Capita così che ci siano giochi che nei negozi italiani non troveremo mai, se non a causa di un fortuito intervento di un distributore locale, come nel caso di Birth of America che senza l'intervento di WaywardXS molto probabilmente sarebbe rimasto un titolo d'importazione parallela.
Questi pensieri nascono dal mio recente interesse per alcuni giochi che, per uno dei motivi sopra, non sono mai giunti nel nostro belpaese; tra questi ci sono The Fall: Last Days of Gaia e Shadowgrounds.
Il primo è un action-RPG che riprende le atmosfere proprie dello scenario post-apocalittico di Fallout, riapplicando però il tutto con una chiave più tattica (sulla scia quasi di Fallout Tactics). Da buon amante della vecchia (come datazione, non certo come gameplay) serie di Interplay, mi sarebbe piaciuto provare a immergermi anche in questo nuovo titolo, se non fosse stato che purtroppo da noi non è mai giunto. Per l'esattezza, la distribuzione di The Fall si è fermata a pochi paesi tra cui la Germania, la Polonia e la Spagna (quest'ultima però priva di ogni supporto tecnico). Il gioco non è giunto nemmeno, strano a dirsi, nel caro vecchio Regno Unito. L'unico modo per venirne in possesso pare quindi quello di rivolgersi all'importazione e successivamente a una traduzione amatoriale che permetta di localizzare in lingua inglese tutti i testi del gioco (per una volta tanto, unna traduzione verso l'inglese, piuttosto che viceversa). Da lì poi forse si potrà partire anche per un progetto italiano... chissà. Il problema ora comunque consiste nel venire in possesso di una copia del gioco, visto che ci si può solo affidare a negozi online tedeschi (e, ovviamente, io non capisco una parola di tedesco).

L'oblio dei videogiochi

Shadowgrounds è un gioco molto diverso, quasi old-style pur col suo aspetto sci-fi: il suo gameplay consiste infatti in uno sparatutto che richiama quasi la sala giochi di una volta, con una visuale a "volo d'uccello" a rafforzare ulteriormente questa sensazione. Il personaggio si trova così circondato spesso da nemici, a fare fuoco su orde di mostri di vario tipo. Ma Shadowgrounds non è solo questo: è anche un gioco con una storia (non impegnativa, d'accordo, ma quel che c'è tanto basta) che si mostra in brevi dialoghi con gli altri personaggi del gioco. La "sventura" di questo gioco è non aver mai trovato un distributore per il territorio italiano, anche se in questo caso una versione ufficiale inglese esiste già, senza ulteriori interventi di natura amatoriale.
Questi due giochi sono comunque solo due dei tanti casi ai quali più recentemente mi sono interessato, ma in realtà ne esistono tantissimi altri. Forse l'era del digital delivery risolverà un futuro problemi di questo tipo, e in parte sicuramente questo sta già accadendo oggi: i costi di stampa, distribuzione sono in pratica ridotti a zero lasciando solo il costo del mantenimento del servizio di download e pagamento, (praticamente irrisori), dando al contempo il grandissimo vantaggio di poter davvero raggiungere ogni computer del mondo. Certo, la vendita al dettaglio nei negozi pur con tutti i suoi costi ha ancora tantissimi vantaggi (tra cui il semplice, ma mai banale, "farsi conoscere"), ma quei gruppi che non avessero molti soldi da spendere in questo ambito potrebbero trovare risultati degni di nota nella distribuzione digitale via banda larga.
Resta da capire perché The Fall e Shadowgrounds non abbiano seguito questo percorso.