Era un videogiocatore
In questa settimana pre-ferie (manca comunque ancora troppo, sigh) non manca certo il lavoro per il G.I.T., anzi, ce ne è pure troppo. Come sempre...
Attualmente l'impegno principale (da chiudere entro questo weekend) è la versione aggiornata e corretta di IL-2 Sturmovik: Forgotten Battles, che ormai è quasi finita e mancano solo alcuni dettagli finali.
Pensando a questa traduzione non posso però fare a meno di fare una considerazione personale sui miei ritardi: ebbene sì, ultimamente proprio io ho accumulato un po' di ritardo sopra il normale nelle attività del gruppo. Da quando, infatti, ho iniziato a lavorare stabilmente, il mio tempo libero è andato diminuendo in maniera sempre più radicale e totale.
Ormai i momenti di relax da dedicare al G.I.T. che mi restano sono solo due: la sera e i weekend. Tralasciando i secondi (nei quali non sono quasi mai disponibile), le sere restano un momento delicato: non sempre, infatti, ho voglia dopo una giornata di lavoro di mettermi nuovamente davanti a un PC a pensare ad altri impegni. Naturalmente tutto dipende anche da vari fattori, come il non dover uscire con amici, o non aver passato una giornata pesante in ufficio. Resta comunque il fatto che non ho più tanto tempo come una volta da dedicare a questa passione, volente o nolente.
Quali sono le conclusioni di questa riflessione? Qualcuno potrebbe credere, erroneamente, che in fondo voglia abbandonare tutto. Niente di più errato.
Molti abbandonano un loro hobby perché crescono, e con il tempo si cambia. Io non so se cambierò, anche se sento che sto crescendo, nel bene e nel male. Ciò che so è che crescere sta cambiando il mio modo di avvicinarmi al mondo dei videogiochi, il mio modo di pormi verso di essi. Non appartengo più, ormai, alla categoria di coloro che attengono con trepidazione l'ultimo videogioco uscito, non cerco più di avere un PC potente per far girare giochi dalla grafica strabiliante. Mi accontento "solamente" di vivere (e rivivere) poche (ma buone) esperienze.
Tutto sommato credo che sia solamente la giusta evoluzione di un videogiocatore alle prese con più responsabilità di vita.
Niente impedirà comunque la buona uscita della versione 2.0 della suddetta traduzione di IL-2 Sturmovik: Forgotten Battles, né il progresso dei nostri altri lavori. Solo, magari, dovrò chiedere (sia a voi, che a me stesso) più tempo rispetto al passato. Tutto qui! :-)
Attualmente l'impegno principale (da chiudere entro questo weekend) è la versione aggiornata e corretta di IL-2 Sturmovik: Forgotten Battles, che ormai è quasi finita e mancano solo alcuni dettagli finali.
Pensando a questa traduzione non posso però fare a meno di fare una considerazione personale sui miei ritardi: ebbene sì, ultimamente proprio io ho accumulato un po' di ritardo sopra il normale nelle attività del gruppo. Da quando, infatti, ho iniziato a lavorare stabilmente, il mio tempo libero è andato diminuendo in maniera sempre più radicale e totale.
Ormai i momenti di relax da dedicare al G.I.T. che mi restano sono solo due: la sera e i weekend. Tralasciando i secondi (nei quali non sono quasi mai disponibile), le sere restano un momento delicato: non sempre, infatti, ho voglia dopo una giornata di lavoro di mettermi nuovamente davanti a un PC a pensare ad altri impegni. Naturalmente tutto dipende anche da vari fattori, come il non dover uscire con amici, o non aver passato una giornata pesante in ufficio. Resta comunque il fatto che non ho più tanto tempo come una volta da dedicare a questa passione, volente o nolente.
Quali sono le conclusioni di questa riflessione? Qualcuno potrebbe credere, erroneamente, che in fondo voglia abbandonare tutto. Niente di più errato.

Molti abbandonano un loro hobby perché crescono, e con il tempo si cambia. Io non so se cambierò, anche se sento che sto crescendo, nel bene e nel male. Ciò che so è che crescere sta cambiando il mio modo di avvicinarmi al mondo dei videogiochi, il mio modo di pormi verso di essi. Non appartengo più, ormai, alla categoria di coloro che attengono con trepidazione l'ultimo videogioco uscito, non cerco più di avere un PC potente per far girare giochi dalla grafica strabiliante. Mi accontento "solamente" di vivere (e rivivere) poche (ma buone) esperienze.
Tutto sommato credo che sia solamente la giusta evoluzione di un videogiocatore alle prese con più responsabilità di vita.
Niente impedirà comunque la buona uscita della versione 2.0 della suddetta traduzione di IL-2 Sturmovik: Forgotten Battles, né il progresso dei nostri altri lavori. Solo, magari, dovrò chiedere (sia a voi, che a me stesso) più tempo rispetto al passato. Tutto qui! :-)




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