Show must go on?
Ogni film hollywodiano una volta terminava con la fatidica scritta "the end". Questo è il momento di quelle due semplici (quanto categoriche) parole?
No, non ancora... o quasi, almeno per il Game Italian Translation. Molte settimane sono infatti passate dal mio ultimo post, sia qui che sul sito del gruppo di traduzione, settimane passate in totale ritiro da tutto quello che potesse anche solamente avvicinarsi a una traduzione.
L'inizio della fine del G.I.T., inteso come gruppo attivo, era nell'aria da un po' (diciamo anche da prima inizio estate 2005), ma non ci volevo credere veramente, nonostante i tanti indizzi che io stesso (ora mi è assai più chiaro) spargevo qui e là su questo mio diario. Il cambio di vita, i tanti impegni, ma forse più semplicemente il tempo che passa, sono stati giudici incorruttibili di un cambiamento che non si poteva in alcun modo (oramai) rallentare od ostacolare, sebbene nel profondo io non desiderassi altro. E, ne sono certo, se fossi ancora all'università il G.I.T. sarebbe ancora là al suo solito posto. O forse no...
Forse no perché non sono l'unico che si è allontanato: sebbene alcuni abbiano tentato di risollevare le sorti del gruppo (i fratelli Gaviraghi, Turisasà e Iulio certamente su tutti, ma anche Krenim e molti altri) il tempo ha ridotto il tempo di partecipazione di molti membri storici che (volenti o nolenti) si sono dovuti anche loro arrendere all'evidenza dei fatti.
Dopo tante traduzioni (e anche qualche merito, perché no) il G.I.T. inizia a sentire i primi reumatismi nel 2005, anno che vede calare inesorabilmente le attività. E' morto? No, impossibile... non può farlo. Sta solo riposando, in un lungo letargo che (forse) un giorno lo rivedrà risvegliarsi con lo stesso desiderio di traduzione di una volta.
Qualcuno potrebbe chiedersi: "perché non accettare la realtà dei fatti e definire chiuso per sempre il gruppo?". Beh, l'unica risposta che posso dare è: "dopo tanto lavoro?". Semplicemente non posso (e non voglio) credere che sia finito tutto qui, voglio credere che un futuro potrà esserci, anche se non domani. In fondo, che fretta c'è?
Per il momento mi basta fare un primo passo, ovvero quello di ammettere (ed è la prima volta che lo faccio davvero) che per il G.I.T. si è chiuso un capitolo importante.
I Queen in una celebre canzone dicevano "show must go on"... chissà. Ho imparato a evitare di predire il futuro, tanto non ci azzecco mai!
No, non ancora... o quasi, almeno per il Game Italian Translation. Molte settimane sono infatti passate dal mio ultimo post, sia qui che sul sito del gruppo di traduzione, settimane passate in totale ritiro da tutto quello che potesse anche solamente avvicinarsi a una traduzione.
L'inizio della fine del G.I.T., inteso come gruppo attivo, era nell'aria da un po' (diciamo anche da prima inizio estate 2005), ma non ci volevo credere veramente, nonostante i tanti indizzi che io stesso (ora mi è assai più chiaro) spargevo qui e là su questo mio diario. Il cambio di vita, i tanti impegni, ma forse più semplicemente il tempo che passa, sono stati giudici incorruttibili di un cambiamento che non si poteva in alcun modo (oramai) rallentare od ostacolare, sebbene nel profondo io non desiderassi altro. E, ne sono certo, se fossi ancora all'università il G.I.T. sarebbe ancora là al suo solito posto. O forse no...
Forse no perché non sono l'unico che si è allontanato: sebbene alcuni abbiano tentato di risollevare le sorti del gruppo (i fratelli Gaviraghi, Turisasà e Iulio certamente su tutti, ma anche Krenim e molti altri) il tempo ha ridotto il tempo di partecipazione di molti membri storici che (volenti o nolenti) si sono dovuti anche loro arrendere all'evidenza dei fatti.

Dopo tante traduzioni (e anche qualche merito, perché no) il G.I.T. inizia a sentire i primi reumatismi nel 2005, anno che vede calare inesorabilmente le attività. E' morto? No, impossibile... non può farlo. Sta solo riposando, in un lungo letargo che (forse) un giorno lo rivedrà risvegliarsi con lo stesso desiderio di traduzione di una volta.
Qualcuno potrebbe chiedersi: "perché non accettare la realtà dei fatti e definire chiuso per sempre il gruppo?". Beh, l'unica risposta che posso dare è: "dopo tanto lavoro?". Semplicemente non posso (e non voglio) credere che sia finito tutto qui, voglio credere che un futuro potrà esserci, anche se non domani. In fondo, che fretta c'è?
Per il momento mi basta fare un primo passo, ovvero quello di ammettere (ed è la prima volta che lo faccio davvero) che per il G.I.T. si è chiuso un capitolo importante.
I Queen in una celebre canzone dicevano "show must go on"... chissà. Ho imparato a evitare di predire il futuro, tanto non ci azzecco mai!
Etichette: Storia del G.I.T.




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