Diario di un traduttore
[Pensieri, riflessioni, ossessioni e sogni di un giocatore alle prese con la lingua inglese]

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sabato 27 gennaio 2007

Inutilità

Coltivare un hobby, una passione, non è mai uno spreco di tempo! Sembra quasi inutile scriverlo, ma a volte si rende necessario come è capitato in questa discussione sul forum del G.I.T.!
La mia reazione iniziale davanti alla frase "evitate di perdere tempo" è stata inizialmente sin troppo impulsiva, e infine prima di scrivere una risposta ho dovuto cercarmi di tranquilizzarmi e pensare a una risposta che non fosse eccessivamente aggressiva. Il motivo però della mia reazione è quanto mai semplice: tradurre è per un gruppo come il nostro una passione che non è vincolata a un ritorno in fama o in soldi (attenzione, non sto parlando di traduzioni ufficiali, che sono un'aspetto molto distante e che mai si confondono con quelle amatoriali da cui ha avuto origine il gruppo). E' una passione che in certi casi potrebbe anche essere fine a sé stessa. In fondo non poche traduzioni sono nate così: emblematico da questo punto di vista fu il caso di Luca "Bibo64" che si avvicinò al G.I.T. traducendo Master of Orion 3 per i suoi due figli piccoli che ancora non erano in grado di affrontare l'inglese con la dovuta sicurezza.

Useless

Ovviamente fa piacere che un lavoro che ha richiesto mesi e fatica sia ben accetto da altri utenti, e che tutta quella "fatica" sia corrisposta dal poter vedere altri giocatori godersi il frutto della propria passione. Ma questo non è (né dovrebbe mai esserlo) un requisito principale... è un surplus, qualcosa in più che seppur rendi orgogliosi non è condizione necessaria per poter continuare sulla propria strada. Ecco perché non è mai inutile dedicarsi a un gioco, a una traduzione, a un progetto. Ecco perché è soggettivamente spiacente vedere qualcuno giudicare così bruscamente un qualcosa che si sente essere importante (al di là del gioco in sé). Per alcuni, però, tutto è dovuto.
E qui si giunge alle vere note dolenti: sebbene si faccia tutto questo nel tempo libero, per alcuni (davvero molto pochi, c'è comunque da dire) pare che le traduzioni amatoriali siano qualcosa che è loro dovuto, quasi i gruppi fossero delle società pagate affinché prestino i loro servigi. Nulla è però dovuto, se non che alla propria passione, l'unica che davvero ha diritto a reclamare a gran voce la pretesa di vedere un progetto completato.
E' davvero denigrante leggere frasi come quella riportata sopra, ed è per questo che ho chiuso quella discussione nella speranza che non mi capiti ancora spesso di dover moderare il forum.